Piccolo commento al dipinto di Raffaello Sanzio sulla Trasfigurazione di Gesù al Tabor, secondo il racconto dell’evangelista Marco.

Piccolo commento alla Trasfigurazione di Raffaello Sanzio, Maestro sapienziale

 

Trasfigurazione di Raffaello Sanzio, Maestro.          Riferimento a  tutto il capitolo di Marco 9,1-50

E diceva loro: “In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza”.Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù. Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!”. Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento. Poi si formò una nube che li avvolse nell’ombra e uscì una voce dalla nube: “Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!”. E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro.Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risuscitato dai morti. 10 Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti. 11 E lo interrogarono: “Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?”. 12 Egli rispose loro: “Sì, prima viene Elia e ristabilisce ogni cosa; ma come sta scritto del Figlio dell’uomo? Che deve soffrire molto ed essere disprezzato. 13 Orbene, io vi dico che Elia è già venuto, ma hanno fatto di lui quello che hanno voluto, come sta scritto di lui”.14 E giunti presso i discepoli, li videro circondati da molta folla e da scribi che discutevano con loro. 15 Tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. 16 Ed egli li interrogò: “Di che cosa discutete con loro?”. 1 7 Gli rispose uno della folla: “Maestro, ho portato da te mio figlio, posseduto da uno spirito muto. 18 Quando lo afferra, lo getta al suolo ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti”. 19 Egli allora in risposta, disse loro: “O generazione incredula! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me”.  20 E glielo portarono. Alla vista di Gesù lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava spumando. 21 Gesù interrogò il padre: “Da quanto tempo gli accade questo?”. Ed egli rispose: “Dall’infanzia; 22 anzi, spesso lo ha buttato persino nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci”. 23 Gesù gli disse: “Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede”. 24 Il padre del fanciullo rispose ad alta voce: “Credo, aiutami nella mia incredulità”. 25 Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito immondo dicendo: “Spirito muto e sordo, io te l’ordino, esci da lui e non vi rientrare più“. 26 E gridando e scuotendolo fortemente, se ne uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: “È morto”. 27 Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò ed egli si alzò in piedi. 28 Entrò poi in una casa e i discepoli gli chiesero in privato: “Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?”. 29 Ed egli disse loro: “Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera“. 30 Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. 31 Istruiva infatti i suoi discepoli e diceva loro: “Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni, risusciterà“. 32 Essi però non comprendevano queste parole e avevano timore di chiedergli spiegazioni. 33 Giunsero intanto a Cafàrnao. E quando fu in casa, chiese loro: “Di che cosa stavate discutendo lungo la via?”. 34 Ed essi tacevano. Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. 35 Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: “Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti”. 36 E, preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro: 37“Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato”. 38 Giovanni gli disse: “Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demòni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri”. 39 Ma Gesù disse: “Non glielo proibite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me. 40Chi non è contro di noi è per noi.41 Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa. 42 Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare. 43 Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. 44. 45 Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser gettato con due piedi nella Geenna. 46. 47 Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna, 48 dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. 49 Perché ciascuno sarà salato con il fuoco. 50 Buona cosa il sale; ma se il sale diventa senza sapore, con che cosa lo salerete? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri”.

       Secondo alcuni commentatori, più o meno accreditati,  i due testimoni inginocchiati potrebbero rappresentare, tra altre ipotesi, anche  i santi Felicissimo e Agapito, che   venivano festeggiati il 6 agosto, giorno della festa liturgica della Trasfigurazione, nella cattedrale di Narbona : l’opera di Raffaello, infatti, doveva essere inviata in un primo tempo nella città francese, ma poi, per volontà papale il dipinto restò in Roma. Adesso è visibile nei Musei vaticani. Personalmente, preferisco interpretare  la presenza dei due Giovani  non tanto come personaggi vissuti dopo il fatto storico della Trasfigurazione, ma come contemporanei dei Discepoli. In Marco 9,38-39 vengono presentati dei Tali, che scacciano demoni in Nome di Gesù; questi agiscono completamente svincolati dalla sequela dei 12. Il Maestro, fedele a ciò che ha pianificato, non dà alcuna spiegazione ai discepoli, ma li invita a non  preoccuparsi, perché quei Tali agiscono in Suo Nome. Sempre fedele al Mandato paterno, il Cristo svolge la Sua azione in piena autonomia da qualunque opinione umana. E questo mi ricorda I Re 19, 15-18, nel quale Dio dice chiaramente che, oltre all’azione di Eliseo che sarà infallibile nell’ eliminare  i falsi profeti, Egli si è messo da parte 7000 uomini, che “non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal”, ricordando  che le sue vie non sono quelle degli uomini :Isaia 55,8-13.

Che ci fanno, quindi,  i due  Giovani  in alto a sinistra, dipinti in atto di attenta Presenza, da veri Testimoni svegli e oranti della Trasfigurazione di Gesù, davanti a Mosè ed Elia, coi quali il Maestro divino discute di fatti che devono avvenire a Gerusalemme da lì a poco, morte e resurrezione comprese?  Con la Nuvola – da cui esce la Voce dello Spirito Santo, che invita chi può udire all’ascolto del Figlio –  si ha anche una rappresentazione trinitaria, la cui potenza getta nella paura e nello sgomento   i tre apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, che non sanno che dire e che fare di sensato davanti a fatti straordinari, superiori alla loro capacità di intendere; i due Testimoni invece, in attenzione vigile di preghiera , ascoltano attentamente tutto quello che viene detto in quel divino Conclave, tra Gesù con corpo Trasfigurato e Mosè ed Elia, che non sono morti, poiché l’Altissimo è Dio di viventi e non di morti, Marco 12,27.

Raffaello Sanzio è  Maestro di Bellezza e di Sapienza; la sua Magistralità è indiscussa. Nella sua Trasfigurazione il Maestro si rifà liberamente, ma con Autorità, al capitolo 9 del vangelo di Marco .

In questo capitolo individuo 6 punti nevralgici, che racchiudono tutto  il mandato affidato dal Padre al Figlio, affinché questo glorifichi il Padre nell’umanità redenta e angelicizzata.

  1.  la Trasfigurazione propriamente detta,  compreso il successivo ritorno di Elia nel Battista e suo successivo transito, istruzioni date ai soli Pietro, Giacomo e giovanni 1-13
  2. la guarigione di un fanciullo epilettico,  dove si sottolinea l’importanza della preghiera esicasta nella lotta contro i Demoni, per la salvezza dell’umanità. 14-30.” Se puoi?Ogni cosa è possibile a chi crede!“.
  3. Gesù comincia a dare insegnamenti sempre più solidi, e poiché si era trasfigurato, mostrando la Divinità, comincia a parlare apertamente della sua morte in vista  della Sua  Resurrezione, 31-32.
  4. In 33-37  il Maestro, mostrando cosa si attenda   la logica divina dalla umanità, risponde ai discepoli, che chi tra loro vuole essere più grande di tutti, si deve fare bambino di cuore per essere ultimo di tutti e servire tutti.  Amare Dio significa servire in umiltà l’Umanità, come ultimi, col cuore di bambini. Questo mi ricorda, che: Chiunque (A) riceve il bimbo che è sulle ginocchia di Gesù, riceve Gesù(B) stesso e chi riceve Gesù riceve il Padre(C). Se Franco(A) riceve B, A è ricevuto da C. Ottimo esempio puerile di Trinità.
  5. In 38-41  si parla di un’ sequela in atto, svincolata dall’autorità dei 12, che ancora non hanno compreso cosa significhi amare Dio.
  6. In 42-51 invito ad essere puri di cuore, per non scandalizzare i piccoli che credono in Gesù: ognuno sarà saggiato col fuoco della prova e col sale della retta intelligenza. ” Abbiate sale in voi stessi e state in pace gli uni cogli altri. “
  7. Gesù il Signore della Pace invita i suoi a vivere nella Pace.

 

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