A proposito della Pasqua di Resurrezione del Cristo Gesù, Redentore Fraterno dell’Umanità.

A proposito della Pasqua di Resurrezione del Cristo Gesù, Redentore Fraterno dell’Umanità.

 

di Franco Napoletano

https://viasenzaforma.it/

 

In cammino, in questa nostra bella Terra, da Uomo, in mezzo ad Uomini e Donne vere, svincolato da qualsiasi istituzione totalitaria, cerco da cercatore del IO Chi Sono?,di trovare ciò che cerco.

Ho scoperto, con stupore, di essere stato trovato da Ciò che cercavo. Ecco allora alcuni interrogativi a quali urge, a mio parere, dare risposta esaustiva.

Se parliamo di Resurrezione per  tutti gli Uomini e Donne nel 2021, da che parte è bene cominciare?

Da una umanità che sembra essere fuori strada, dove l’avere trionfa sull’essere? Oppure dal Risorto? Dall’Umanità percepibile di Gesù, Risorto come vero Uomo e vero Dio?

Ancora una volta allora: la Resurrezione che cos’è, oltre ad uno schiantare di sassi che non possono imprigionare ciò che è Immortale e Sopramateriale?

Ma  addirittura, qui, in qualche modo in mezzo a noi, c’è Qualcuno che parla di Resurrezione di tutti gli Uomini e questo senza eccezioni! Cosa significa ciò e cosa potrebbe comportare  realmente tutto questo?

Qui, poi, che si voglia o no, si viene a rompere quel tragico silenzio, che è stato imposto, tramite  la paura nei secoli, da quando il primo Cristianesimo, subendo la tragica involuzione costantiniana del 313 d.C., divenne la religione di stato dell’impero romano; la Famiglia umana liberata dal Cristo, cade nuovamente nell’ignoranza e quindi in uno stato di servitù disumanizzante. Ogni tanto, nelle varie epoche,  è sempre venuto qualcuno storicamente nei meandri dell’evoluzione umana, dando esempi reali della perfetta immortalità della Razza umana, mostrando la via alternativa all’immobilismo del cuore,  parlando con competenza della Divinità insita nella natura umana, spezzando le catene di schiavitù. C’è qualche cosa, allora, che la Razza umana ha perso per strada?

Qualcuno sussurrò, ad un orecchio non più distratto: “Si tratta di recuperare uno stato evolutivo dell’acqua,   che si muove con intelligenza tra  spirito e  vita”.

Stiamo parlando di un bilanciamento fra energia e materia, fra massa di un corpo  e la sua  velocità scandita dall’intelligenza dello spirito in movimento? Ma il Cristo –che camminava sulle acque o che calmava i venti, o che scacciava gli spiriti immondi che tenevano in schiavitù l’uomo, o che passava attraverso i muri-  Chi è in realtà?

Questo smaterializzare le  porte chiuse, non è forse  il passaggio evolutivo dalla materialità grossolana alla spiritualità pura? La materia è qualche cosa che è veramente caduta? Se fosse così, se veramente c’è una caduta,  in questo contesto cosa potrebbe significare il risorgere?

Tu potresti dire: “forse che anche Caino si può alzare  di nuovo per rivestire il Corpo di Luce, quello mostrato dal Cristo Redentore sul Monte Tabor? Di questo vorresti parlare? Allora, in questa ottica,  l’esperienza trasfigurante del Monte Tabor cosa viene ad essere?E che ci fanno un Elia o un Mosè vissuti in Terra molti secoli prima, accanto al Nazareno? Cosa si sono detti i Tre in quel mirabile concistoro taborico?

Marco 9,  1E diceva loro: “In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza”.

2Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro 3e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. 4E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù. 5Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!”. 6Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento. 7Poi si formò una nube che li avvolse nell’ombra e uscì una voce dalla nube: “Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!”. 8E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro.

 

  1. Se c’è qualche cosa che deve risorgere, ciò è dovuto al fatto che questo qualche cosa  è, in qualche modo, precedentemente “caduto“. Gesù conversa con Mosè ed Elia, mentre i discepoli non sono in condizione né di vedere, né di ascoltare, né di capire ciò che sta avvenendo davanti ai loro occhi ciechi e parlando farfugliano di tende, che nella loro separazione  non hanno alcun senso.
  2. Se vogliamo ricostruire la vera esperienza da Risorti è necessario comprendere il vero significato della Resurrezione dell’Uomo, creato da Dio a sua immagine e somiglianza. Dio Eterno ha creato anche l’Uomo eterno e  con  la capacità, a sua volta, di creare. Questa Eternità  viene a vanificare qualunque concezione di morte, evidenziandone l’impossibilitàessendo l’Uomo/Donna una creatura immortale, secondo l’insegnamento del Cristo che svela anche in questo la Volontà paterna.
  3. Si può riflettere, con cuore aperto, alla esperienza del Tabor, dove il Cristo trasfigura Se Stesso e gli abiti che indossa, davanti ad un Mosè (quello del decalogo, le cui tavole della legge rappresentano il  documento ufficiale della nascita del popolo ebreo) e davanti ad un Elia ( il cacciatore di falsi profeti e il rappresentante  dello spirito di Profezia, Voce vivente del Dio Vivente presso un popolo, quello ebreo, sempre pronto a svicolare, pur di  seguire le vie della idolatria). Particolari davvero sono questi Personaggi che si riuniscono nel direttorio  del Tabor. Di Mosè le scritture ( Giuda 9) dicono che il suo  corpo, conteso da San Michele Arcangelo e il Demonio,  non fu mai trovato; di Elia le Scritture dicono che si innalzò in cielo su di un carro di fuoco ( 2Re 2,11);  di Gesù, il primo fra tanti fratelli, si dice che dopo aver calmato i venti o camminato sulle acque, oppure  dopo essere passato ostinatamente attraverso pareti e porte chiuse di tutti i tipi, addirittura ascende, e corporalmente, davanti a tutti, al Cielo.
  4. Se affrontiamo l’evoluzione dell’uomo, che si esprime anche con il possesso di un Corpo materiale di Luce, come quello proprio di Gesù Uomo sul Tabor , noi dobbiamo portare, fino alle regali conseguenze divinizzanti, le parole pronunciate dal Cristo, quando resuscita Lazzaro ( Giov.11). Per farsi capire meglio dirà.”Chi vede me  non vede Me ma il Padre “, “ Voi farete opere maggiori di quelle che ho fatto io, perché riceverete lo Spirito santo del Padre”  14, 10-21. Con questo è chiaro il valore operativo dell’acquisizione pratica  della coscienza creativa  dello Spirito santo, di cui Elia è il simbolico detentore.
  5. Giova notare  che Gesù ( Amore)  qui si accompagna a Mosè ( Legge) e ad  Elia (Spirito di Profezia)  che non sono mai morti, ma che, come Motori, dirigono dall’alto dei cieli il movimento delle galassie, azione questa che determina anche l’evoluzione della Specie umana sulla Terra: tale evoluzione si snoda attraverso i principi operanti sulla Materia, e che sono  rappresentati  da Pietro ( Fede) da Giacomo ( Speranza) da Giovanni (Carità).
  6. L’evoluzione ciclica della Specie umana avviene tramite il rispetto di regole precise e divine che regolano i movimenti dei pianeti nel sistema solare e nelle galassie infinite e negli infiniti mondi: cosa che l’attuale ricerca scientifica conferma fino alle attuali nuove svolte del 2020 da Cusano, G.Bruno, G.Keplero, I. Newton, N.Tesla, A.Einstein, G. Grabovoj.
  7. La Trasfigurazione di Gesù Cristo Uomo, in mezzo ad Uomini divini come Lui, è preludio insostituibile per comprendere la Resurrezione di tutti gli Uomini e Donne senza più la necessità di passare per l’Agonia dei Getsemani e della Crocefissione. La trasfigurazione dei corpi fisici di uomini e donne, ora nel presente prossimo, porterà l’immortalità a tutti, trapassati compresi, che non sono mai “ morti” e che si trovano operanti, in qualche modo, in dimensioni comunicanti. La morte, se è intesa come autodistruzione,  non esiste; poiché niente si crea e niente si distrugge ma tutto si trasforma, come è stato dimostrato scientificamente dal 1700 in poi, tramite i passaggi di stato sollecitati dalla velocità della Materia, che è Energia.
  8. “Purtroppo in un mondo dove si pensa solo all’economia, si è perduto il ruolo e la vicenda di Gesù, ossia di colui che iniziò come noi un cammino di vita fino a portare nella condizione divina la sua carne umana.   Ciò che si è realizzato in Gesù è il nostro destino, che a poco a poco va costruendosi nella nostra vicenda umana, nella storia e nel cosmo. La vicenda di Gesù si chiama transito, ossia cammino pasquale da questo mondo al Padre, Giov.13,1 … Pasqua è lotta per far emergere un umanesimo secondo Gesù; è forza di crescita. Dio, donandoci il Vangelo, ci offre la forza dello Spirito che incide nelle nostre fibre profonde la potenza della Resurrezione, la quale è capace di portare la persona fino alla pienezza sognata per  noi dal Signore (1Tess.1,4-6). Egli ci rende capaci di imitarlo nel quotidiano attraverso scelte qualitative…. Pasqua è il Vangelo da interiorizzare giorno dopo giorno, nella pazienza, lasciandoci plasmare dalla Parola che riceviamo lungo la via come i discepoli di Emmaus. Quella via è la nostra vita  e dentro di essa si possono consumare tante speranze. “Sapere” soltanto il Vangelo può rivelarsi deludente. Quella via deve essere riempita di una presenza alla quale diamo ascolto. Non basta ammettere che esiste il Risorto; possiamo sapere tutto della vita di Gesù, compreso che alcuni dicono che egli è vivo. Ma può rimanere una teoria e non si può vivere di ciò che dicono gli altri. Parlare di spiritualità vuol dire accettare la trafila della Parola, quello che essa produce e stimola dentro di noi, avviare con essa un dialogo di preghiera “resta con noi (Lc. 24,29). E’ una presa di coscienza che di Cristo abbiamo assoluta necessità, è l’invocazione che ci apre gli occhi per diventare vedenti, non per avere “visioni” , ma per coglierlo vivo e ardente in noi. “Non ci ardeva forse il cuore mentre ci spiegava le Scritture lungo il cammino?” (Lc.24,32). Ardere è il simbolo di qualcosa che si riattiva, che suscita una tensione capace di metterci in cammino verso ideali pieni, anche se la vita in certi momenti sembra comprometterli o spegnerli. Noi dobbiamo pensare più che  alla Pasqua dei riti sacramentali (che ci aiutano) alla Pasqua esistenziale di persone piene di ardore, che desiderano rivestire l’umanità del Risorto, Il Signore nostro Gesù Crist ( La spiritualità della Pasqua  al tempo d’oggi, di  Dom Franco)
  9. Nel mondo dei Cristiani, dov’è finito l’entusiasmo della prima chiesa, dove il credente è profeta e testimone con la personale trasfigurazione? La prima Chiesa praticava l’esicasmo, inteso come strumento operativo.
  10. Nella via esicasta[1] c’è un’ottima indicazione. Se il Sole sorge da Est, forse è ad Est che bisogna guardare con maggiore attenzione. Ricorda che San Francesco si è formato anche con la via Sufi, e che, un movimento da lui nato, è vivo ancora adesso.[2] Il Cristianesimo, nel suo nascere, aveva riconosciuto alla donna un ruolo egualitario nei confronti di quello dell’uomo; ci basterà riflettere sulla considerazione speciale avuta dal Cristo per la dignità della donna, complementare all’uomo, secondo le iniziali intenzioni divine, espresse anche nella genesi ebraica.
  11. Il Risorto, e non certo per caso, si manifesterà per primo, non a Pietro o a Giovanni, ma alla Maddalena. .Dopo inizi di vera uguaglianza evangelica, cioè umana e spirituale – dove la donna sedeva, piamente e pienamente, alla stessa tavola con l’uomo per spezzare assieme il pane e bere il vino di Comunione – lo stesso Cristianesimo ha subito una tragica involuzione.
  12. Il potere tornerà a essere prerogativa unicamente maschile. Nell’assemblea, ignorando la Parola di Cristo – che ha abolito nella Sua Carne e nel Suo Sangue qualunque differenza fra uomo e donna – sarà tolto alla donna il diritto di Parola, e su di lei graverà il peso della colpa d’Eva, dimenticando che un’altra Donna, Maria, era stata trovata degna di tessere nel proprio sacro telaio le divine Carni, di nostro Signore e Fratello, Gesù il Cristo di Dio. Si sa, gli uomini accecati dall’orgoglio dell’Avversario, pur di mantenere i loro privilegi, sono disposti a tutto, anche a rinnegare Dio, soprattutto, quando la Sua Parola, mettendo a nudo l’ipocrisia, mostra che loro “ dicono ma non fanno”.[3]

Conclusione:

è giunto il tempo di impostare la nostra vita su concezioni di vita più attuali, in modo conforme al presente livello evolutivo di coscienza terrestre e cosmica, dove fede e scienza cominciano a dialogare con nuovo linguaggio, in modo conforme all’accresciuta presa di coscienza collettiva.

Desidero ringraziare Grigorj Grabovoi per la sua presenza e per il dono delle sue tecnologie scientifiche, il cui uso pacifico è in vista della piena, totale ed eterna evoluzione armoniosa  della Razza umana: tutto è veramente nell’uso onesto e innamorato delle nostre Mani creatrici. Nell’era nucleare, se la scissione dell’atomo fosse stata usata per il progresso armonico dell’intera Umanità, non ci sarebbe stato il disastro devastante di Chernobyl del 26 aprile 1986 e  Fukushima del 2011.

Desidero ringraziare ciascun presente per il suo contributo alla realizzazione di questa serata.

Un ringraziamento speciale va a Guido, Alessandra e Fiorella per il loro lavoro serio, instancabile  e motivato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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