Abbi il coraggio di tirare fuori quel Gigante che è già in Te.

“Quel marmo era così rovinato che nessun altro scultore ci aveva più messo mano”.  E non c’era nemmeno il coraggio di utilizzare quel blocco, che ormai giaceva abbandonato da circa settantanni vicino al Duomo di Firenze.  Ma Michelangelo non si dette per vinto, ed accettò di scolpirlo. Il suo stile era unico e inconfondibile: senza un pantografo, senza cioè alcun ausilio di tipo meccanico, Michelangelo “attaccava” infatti la pietra direttamente con uno scalpello a punta piatta, rimuovendone con esso gli strati che gli sembravano inutili, per “liberare” cioè la sua scultura, prima su un lato poi sugli altri.
Nessun altro scultore ha più avuto il coraggio di operare in maniera così spregiudicata ad un’opera di tali dimensioni, anche perché sbagliare un solo colpo avrebbe significato buttar via il marmo o farne calcina da muratori. Per arrivare a scoprirci, e vivere pienamente ciò che siamo, occorre un diuturno lavorio interiore, che ricorda in un certo qual modo la fuori uscita dal blocco di pietra dei Prigioni di Michelangelo : ognuno di noi è un po’ come quella bella scultura dentro la pietra, solo che deve uscire fuori. Dobbiamo partorire la sacra Vita  alla Luce eterna, facendo nascere quello che abbiamo dentro. Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo, dove torniamo e perché? Guai se non si è capaci di dare la risposta giusta per noi!

 

 

La pietra grezza sembra inerte, senza vita...eppure aspetta in silenzio la giusta stagione.

L’anima è già nel blocco di marmo, deve solo uscire fuori.    

 

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