La Ballata di Andrea

 

La ballata di Andrea

Presentazione Libro e Autore

        

Franco Napoletano è nato ad Arezzo nel novembre del 1950. Ha studiato presso l’Ateneo fiorentino di Scienze Politiche “ Cesare Alfieri”. Attualmente vive e lavora  in Sardegna.

Nell’ evolversi della trama del libro, proposto dall’Autore, la risposta, al perché dell’esistenza, viene ad essere il filo conduttore, che guida lo svolgersi dell’azione vissuta dal protagonista giorno dopo giorno.

Ha scelto “ La ballata di Andrea “ come titolo, perché il nome Andrea, di derivazione greca, tra i vari significati, comporta anche quello di Uomo inteso come essere  nobile nell’ambito del mondo della Natura manifestata.

La Sapienza greca Lo ha indicato come “misura delle cose” rispetto alla Manifestazione. L’Uomo, inteso come Pontefice, titolo appartenuto all’Imperatore Augusto, è da considerarsi come ponte intellettuale, capace di mettere in Comunicazione consapevole la dimensione terrestre con quelle celesti.

Come illustrazione di copertina ha scelto la rappresentazione dell’Uomo Universale di Leonardo, disegno questo,  che il genio di Vinci ha composto meditando sui  criteri operativi indicati da Vitruvio.

Il  celebre architetto romano, nel raccogliere l’eredità dei costruttori greci, ne ha seguito il canone,  applicando nell’edificazione delle dimore degli dei, quella stessa  armonia e proporzione, che Dio ha posto nell’uomo, fra le parti corporee, animiche  e  spirituali, che lo compongono.

Risulta così, in modo evidente, il  riferimento alla corrispondenza analogica che v’è fra l’Uomo e Dio, fra Microcosmo e Macrocosmo, fra Circonferenza e Quadrato.

In Vitruvio, come in Leonardo, l’Uomo intellettuale è inteso come sintesi dell’Universo, che come tale reca nel proprio corredo cromosomico, allo stato  latente, la possibilità della Vibrazione energetica; questa forza propulsiva rende possibile il dispiegamento armonico nel Creato della totale Potenzialità dell’Energia creatrice, che si rende così in Atto  perfettamente compiuto.

In modo simile, nella geometria euclidea, il Punto può generare il Piano, poiché precedentemente lo contiene; così come il seme racchiude in embrione l’albero.

Il Mondo della Manifestazione, retto dalle leggi del movimento, può essere paragonato alla  Circonferenza che si  sviluppa – per mezzo dell’evolversi dell’Uomo universale – fino a giungere alla  fioritura del Quadrato.

Questa trasformazione  esprime,  in modo perfettamente compiuto e stabile – superando dal di dentro  ogni apparente squilibrio –  il Mondo dell’Immutabilità.

L’Azione raggiunge così quel Fine che l’ha precedentemente determinata.

L’Uomo Intellettuale può conformare la sua azione a questo Movimento – dirigendolo dal di dentro – in quanto detentore delle chiavi d’accesso alla Divinità, dalla quale proviene, essendo un attributo dell’Uomo Universale.

Il mondo manifestato, che si sviluppa nel tempo, secondo leggi cicliche  rigorose, è espresso dalla Circonferenza; dentro questa l’Uomo universale, misura delle cose, sublimandosi, compie quel “salto”- ben visibile nel disegno di Leonardo – che  rende possibile il Ritorno del Mondo manifestato alla sua Origine, avendo esaurito tutte le possibilità proprie della sua modalità – al mondo perfetto dal quale proviene : il  Quadrato.

La realizzazione della quadratura del cerchio è fatta da chi attua coscientemente quel processo intellettuale che rende possibile il passaggio dall’energia “ombelicale” ( ricevuta passivamente ) a quella generativa ( prodotta  coscientemente ).

La Circonferenza, nel suo moto non torna mai al suo punto di partenza, ma ad un punto consecutivo dello stesso raggio.

Sottolinea il debito di riconoscenza con Padre Giovanni Vannucci o.s.m. da una parte  e con René Guenon dall’altra.

Questo scritto, che parla di cose vere fatte da uomini veri, non è una finzione letterararia.

Non si è voluto presentare il Movimento giovanile tra gli anni 60 e 70 come il momento di diamante di una nuova generazione, però si desidera ribadire in modo energico, che in quegli anni nevralgici, fra tanti isterismi del Sistema che pensa solo a conservare se stesso, si sono mossi molti giovani che hanno fissato il punto su obiettivi necessari da raggiungere, quali il rispetto del’essere umano, uomo o donna senza preconcetti di censo e di  razza, e della Natura, considerata come Madre perfetta di tutti e non solo di chi crede di detenere il potere.

 

  Il “68” è stato fatto da Uomini, e non da pagliaccetti definiti dal Sistema vincente   col termine idiota e non esistente in  grammatica  di “sessantottini”. L’unica colpa, se mai c’è, è stata quella di avere perso. Ma chi vince prende su di se i meriti di tutto  e chi perde viene privato  della dignità e dell’onore. Il “Sessantotto” non è stato fatto solo da coloro, che dopo avere mangiato il sale del sistema,  vi si sono poi intruppati.