L’esperienza da cui è scaturita “La rosa che fiorisce ad est”.

Alcune riflessioni su mie esperienze, che hanno guidato la composizione de   “La Rosa che fiorisce ad Est”

«Ben tristo è quel discepolo che non avanza il suo maestro» Leonardo, Pensieri.

A proposito di Leonardo da Vinci che dice «Acquista cosa nella tua gioventù che ristori il danno della tua vecchiezza. E se tu intendi la vecchiezza aver per suo cibo la sapienza, adoprati in tal modo in gioventù, che a tal vecchiezza non manchi il nutrimento.»[1]

  1. Ho sempre amato, di stupore in stupore, Leonardo da Vinci: ricordo che quando avevo 14 anni, senza comprenderne realmente il motivo, mi trovavo  ad assumere, in modo  ginnico, la posizione del suo Uomo Vitruviano;  solo qualche mese più tardi, stupito, mi resi conto come la muscolatura delle braccia e delle spalle  si fosse ampliata! Puntuale Leonardo, o Chi per Lui, si è fatto trovare ai crocevia della mia esistenza, donandomi una rosa, che indicava puntualmente quale fosse la direzione da prendere, in quell’ incrocio di direzioni diverse.  A 28 anni  a Londra, National Gallery, mi trovai davanti,  in modo inaspettato poiché non conoscevo affatto quell’opera,  alla potenza della Vergine delle Rocce; immerso nello stupore, rimasi alcuni  istanti completamente immobile, con un piede alzato e l’altro fermo a terra  ; la stessa immobilità che anni dopo avrei avuto davanti al mio Maestro, oppure quando  vidi un  pavone fare la ruota e poi , allo svanire di quello, al suo posto apparire il Volto del Cristo dell’Ultima Cena di Leonardo: certo solo visioni dell’attimo, che però mi hanno dato gioia e stabilità ferma.[2]
  2. Per comprendere il VALORE DELL’ESECHIA  rifletti sulla vita di Giordano Bruno; poi su quelle di Padre Giovanni Vannucci  e di Padre Pio di Pietrelcina, tutti osteggiati, anche se a diverso titolo, dall’alto e grasso clero.[3]. Faccio un riferimento particolare ad uno scritto di Padre Giovanni Vannucci , Uomo di Dio e pietra miliare per lo smarrimento generale di questa epoca  martoriata, che è gestazione di un nuovo entrante: lo scritto è il “ Padre Nostro.”[4]Non ebbi il dono di conoscere  personalmente Giovanni Vannucci OSM; nel leggere i suoi scritti sono entrato in contatto col mondo sufi, e per la prima volta ho sentito parlare di Rumi e di Al Hallaj. “Per molti uomini Dio non è ancora, ma quando  i credenti saranno perfetti come il Padre celeste è perfetto, quando saranno realmente uomini, figli dell’uomo e di Dio, allora l’Invisibile sarà visibile, Dio sarà tutto in tutti. Allora gli uomini non saranno più una speranza di un uomo, ma ognuno sarà Uomo, nessuno dubiterà più, Dio sarà visibile nell’immensa coscienza degli uomini, identica a quella del Padre.[5]Coscienza collettiva dell’Anima umana, o Uomo Universale, secondo lo schema leonardiano.Con Padre Giovanni Vannucci OSM si comprende che si può realizzare la Filocalia, tramite la preghiera esicasta, e come questo può essere fatto.[6]
  3. Con disciplina certa si può raggiungere il bersaglio: la realizzazione dell’Uomo Universale.[7] La realizzazione dell’Uomo Universale viene simboleggiata…con un segno che è …di quelli che si ricollegano direttamente alla Tradizione primordiale: si tratta del segno della croce, che rappresenta perfettamente il modo in cui viene raggiunta tale realizzazione, mediante la comunione perfetta della totalità degli stati dell’essere, ordinati gerarchicamente in armonia e conformità, nell’espansione integrale, secondo i due sensi dell’ampiezza e dell’esaltazione…”[8]“Risalire alla vita”, dice Arthur Rimbaud, che morendo invoca Allah, il Compassionevole. E su Lui in modo immediato scese la Misericordia divina.  Andare oltre tutti i Nomi divini, che possono solo esprimere qualità, ma che da soli non sono. Indicano, ma non sono. Come i cartelli stradali, ti indicano la via per Roma, ma non sono Roma. Ancora: imparare la misericordia e non il sacrificio. Vivere è ricordare, come insegna la Sapienza. Ricordare che?  Essere ciò che già si è, ritrovando la radice divina in noi; divenire esperti nell’arte di accordare il proprio strumento, con la capacità d’amore, con il diapason cosmico, facendo scorrere l’Energia, che dà un valore musicale a tutto quello che esiste. Rispettando rigorosamente l’esecuzione dello spartito cosmico, si può concorrere, col proprio valore musicale, allo svolgimento della sinfonia universale, secondo i dettami del tema evolutivo, voluto dall’ Essere Unico. Poi, forse ogni tanto,  ma con speciale licenza, si potrà suonare a orecchio un’armonia lieta, già conosciuta precedentemente, prima che l’attuale Spartito musicale fosse; prima della separazione del flauto di canna dal canneto.  Essere: non sembrare, Essere per tornare, con conoscenza rinnovata, a prima che ci fosse la separazione del flauto di canna dal canneto “Ascolta il flauto di canna raccontare una storia. Si lamenta per la separazione.”[9]
  1. La parola seme per il ritorno consapevole a Casa è:  imitazione di Cristo. Diventare Uno con Lui, per essere Uno col Padre. Fiorire, poi, nell’ Essere Unico, andando oltre il mondo della manifestazione delle creature, oltrepassando con decisione anche  quello della non-manifestazione. E’ una consegna. Lui ha spezzato Se stesso per eseguire il Mandato: essere come acqua che si sparge in lieta armonia e i deserti scompaiono, le tenebre si sciolgono;  il profumo di rosa si estende ovunque. Bruciare in silenzio con amore, diventare un cero spiritualmente profumato. “Io sono la porta delle pecore.”[10] Adesso però dove è la Porta? Chi detiene l’Autorità di aprire e chiudere se non il Maestro Eterno, l’Uomo Universale? Anche quando sono come Caino, lo sguardo buono del Padre è rivolto su me, in Cristo Gesù, proprio in questo momento. “ Ho avuto occhi per vedere ma ho rifiutato la presenza” dirà, con profonda amarezza, l’infelice poeta Paul Verlaine: “Allora coraggio, cuore mio, e ricominciamo tutto di nuovo, recupera il tempo perduto e sii concordia.
  1. Spiegati con l’armonia della concordia. Interpretati alla luce di questa parola: concordia. Il Vasari la rappresenta come una cordicella, che tiene unite umilmente  in un  unico covone le spighe, che  prima erano separate: questo è un altro modo per comprendere  la via del ritorno del Figliolo prodigo. Le spighe, in queste caso, potrebbero rappresentare anche i moti dell’anima, le passioni, che l’ humilitas lega assieme,  trasformandole in dono da fare in perfetta letizia al Padre, per glorificare il suo Nome. Si vince se stessi e le proprie energie scomposte, per riportarle all’armonia di origineNell’ universale servizio d’interdipendenza fra le creature di qualsiasi ordine e grado, è necessità prepararsi a spiccare un volo ardito, che trova il suo propellente nell’assunzione d’amore, che ridona al Cuore le ali, non più assopite. Sveglia, tu che dormi. L’eterno fanciullo, in un uomo di Dio come Giovanni Vannucci, và oltre le illusioni della materia; pescando nella Luce si riconosce  Luce. Sveglia, tu che dormi e scopri anche in Te l’essenza della Luce ineffabile.“ Altro è credere che Dio esista, altro è conoscere Dio “– dice Padre Silvano dell’Athos. Tutto è per grazia. Lo Spirito del Risorto rigenera i cuori, indirizzandoli verso l’Imitazione: “ in verità, in verità vi dico, che chi crede in me farà anche egli le opere che faccio io ; e ne farà di maggiori, perché io me ne vo al Padre, e quel che chiederete, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel figliolo. Se chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò”.[11] Che altro può desiderare di più un cristiano? Queste affermazioni costituiscono l’invito a prendere coscienza della dignità dell’essere cristiano: ma, a giudicare dal modo col quale viviamo, forse non prendiamo seriamente l’invito a chiedere per ottenere, nel Suo Nome. Esperienza e non culturologia: il Signore ha sempre detto, a chi era disposto ad ascoltarLo: “vuoi sapere chi sono? mettimi alla prova e vedrai!”.“E voi chi dite chi io sia?”[12]Non dimenticare però, che se getti in un angolo il vecchio uomo, questo immediatamente rispunterà almeno da tre parti diverse.
  1. Dio Amore ci dona la Deificazione. L’Armonia delle sfere, si trasmette per partecipazione come il Bene . Se l’anima è scesa , ricordati pure della  sua tendenza ascensionale . La gioia è essenza celeste, che, se riconosciuta e accettata, ingentilisce l’anima; l’allegria è anche il linguaggio degli Angeli: idioma  che Romualdo ha ben conosciuto. La figura del Battista non è una figura tragica, ma è Figura del Precursore. E ‘ Lui che attua in modo perfetto, umanamente perfetto, le virtù cardinali, il cui massimo sbocciare è rappresentato dalla fedeltà al mandato divino di voce di uno che grida nel deserto. Fedeltà mostrata fino in fondo, consegnando  il sacro collo al carnefice pro grege sacro. E’ giusto esaltare le virtù cardinali: fortezza, giustizia, prudenza e temperanza; però è bene comprendere che, giunti fin qui, non bastano più, poiché i sentieri che derivano dalla pratica di quelle virtù  sono vie semplicemente umane: anche fascisti o anarchici hanno mantenuto la loro buona testimonianza,  fino al momento della loro esecuzione. Più semplicemente, quanti uomini hanno dato la loro vita in nome della sola umanità terrena, disgiunta dalla divinità propria della Stirpe umana, nella speranza di dare ai loro figli un mondo migliore  fondato sulla giustizia e lealtà? Quante belle vite sono state spezzate, perché vinte da un inganno più forte della loro forza? Come non piangere, per elevare il grido accorato di chi soffre sempre più in alto, oltre le cortine dei Cieli, fino alle orecchie del nostro Signor Gesù, il Signore della Gloria, che conosce il cuore degli uomini, affinché si levi in favore di questi poveri torturati dall’Avversario? Allora, ecco che in questa umida mattina grigia,  qui nel mio posto di lavoro, piano piano si fa strada nel cuore, questa realtà:”io dormo, ma il mio cuore veglia”. Allora scopri, che stai dormendo per davvero, di quello stesso sonno, che le tre gemme spirituali hanno conosciuto nel tiro di sasso del Getsemani, palestra vivificante. E’ lì che avviene un agone speciale, quando giunge il personale momento; é lì che loro, poi, poiché lo Spirito allora non era  stato ancora dato, ritornando là, dietro ai loro passi, hanno successivamente vinto, esercitando il  libero dono del Padre, le facoltà teologali, sovrannaturali e quindi divine: fede, speranza, carità.
  1. Compassione, dice Padre Giovanni Vannucci OSM, “ significa sentire insieme…avere insieme compassione e comprensione…e quando si ha compassione e comprensione si ha dedizione, si diventa dediti a una determinata armonia, e si è, quindi, parte di questa armonia. Nel grande ordine dell’Universo, l’armonia è legge imperativa e categorica. Dove vi è armonia, ivi v’è pace, quiete riposo; ove non è armonia, ivi c’è la ricerca della stessa, cioè attrito, lotta, fatica[13]. Allora penso a tesi, antitesi e sintesi.  Ipazia di Alessandria, nel suo magistero, per farsi  comprendere meglio proporrà, come metodo di ricerca, l’utilizzo dei Principi di Identità e non Contraddizione. Se la Sapienza ama Ipazia (A) e se Piero(B) ama Ipazia e se Andrea(C) ama Ipazia, Ipazia condurrà,  perché Maestra di Sapienza, B e C nel cuore di A, tramite Energia vibrazionale. Ciò vale anche per l’insipiente Franco(D) se avverte, nel suo centro vitale, la vibrazione dell’immortale  Anima di Ipazia.
  1. Sperimentando la morte del Cristo è possibile partecipare alla Sua Resurrezione. Del resto se non muori, come fai a resuscitare? Se non tendi la tua piccola mano, come potrebbe il Padre sfiorarla col Suo indice? Il giorno che sperimenterai questo, saprai nel tuo vissuto quotidiano che dopo la notte di Giacobbe, dopo l’incontro con l’Angelo della Faccia, c’è il Sole di aurora immensa.
  2. E’ il “Padre che è in noi” – dice Giovanni, Giovanni Vannucci. “Riportare il nostro corpo a Dio, attraverso l’obbedienza, riverberare nel Creato il mondo divino”.  Come il sole di mezzanotte. I problemi in effetti non mancano, se si guardano solo le onde; anche il Figliolo imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì, dice San Paolo. Entrare in me stesso, in maggiore profondità, è dunque necessario. E Dio è Padre: Padre in amore, però, dove tutto ritorna in ordine e per giustizia Sua.
  3. Il Padre è terapeuta e non commette errori nelle cure che prescrive, anche in quelle pesanti.[14]Il battito ritmico del Suo cuore dà il tempo armonico al dispiegamento della misericordia cosmica. Questo Suono echeggia, dove più dove meno, in ogni angolo del creato: anche nel mio cuore, dunque. L’amore per i nemici porta  a vedere, con sguardo divino;  così,  su ogni cosa  si può stendere un manto soffice di perdono e  comprensione, che, coprendo la nudità,  aiuta ad addolcire i cuori. So bene che il ribelle in casa mia sono io, perché in qualche modo sono responsabile di questo piccolo gregge, che mal conduco.
  4. ”Lui, l’incontaminato, immergendosi nelle acque assumeva su di sé, il peso dei peccati dell’uomo, aboliva tutte le forme di riscatto rituale espiando per ogni uomo,liberandolo in conseguenza dalle facili purificazioni, e indicando che il peccato si espia con il risveglio del germe divino disseminato nella coscienza, portandolo a maturazione nella grandezza dei figli di Dio. Da quel momento la penitenza sarà la seconda nascita nel fuoco e nello Spirito, le opere espiatorie saranno l’indefessa ricerca del cambiamento di mente.”[15]   Ed allora, ecco la domanda: ”perché vivo?” E se sono cristiano, qual’ è la condizione di cristiano? Ecco la risposta: quella del condannato a morte in un mondo che è ribelle all’Amore. C’è davvero una condanna a morte, è stata emessa una sentenza di morte, perché questo  mondo odia la luce. Ecco allora l’immagine fulminea che ho visto:la testa di Giovanni Battista su di un vassoio. Poi il pensiero è volato a  Padre Giovanni Vannucci; non so perché, in qualche modo, però c’entra. Ha a che fare con la  morte giornaliera dell’Esicasta,  quella stessa che fa dire a S. Paolo:”non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me” . Gal.2, 20. E’ una morte molto particolare, quella dell’esicasta.
[1] I Pensieri, Leonardo da Vinci

[2] La rosa che fiorisce ad est, Franco Napoletano, BastogiLibri, marzo 2019, pag.45, 59, 63

[3] Il mondo non può parlare bene di te:  Giov. 15,18-27 : “ 18Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. 19Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. 20Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. 21Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. 22Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato. 23Chi odia me, odia anche il Padre mio. 24Se non avessi fatto in mezzo a loro opere che nessun altro mai ha fatto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. 25Questo perché si adempisse la parola scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione.
26Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; 27e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.”

[4] Il lavoro di Padre Giovanni OSM, mi riconduce al Padre Nostro in aramaico, ringraziamento speciale per il Maestro Alfredo Offidani.

[5] Risveglio della coscienza.Ed.Cens,1984,pag.112,da ‘La Perfezione infinita’.

[6] Giov 17, 15-26.   15 Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. 16 Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. 17 Consacrali nella verità. La tua parola è verità. 18 Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo; 19 per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità.
20 Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; 21 perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
22 E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. 23 Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.
24 Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.25Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato. 26E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro".

[7] Anonimo, Lo Joga cristiano – La preghiera esicasta, LEF 1978, Firenze, a cura di Giovanni Vannucci; Invito alla preghiera, Giovanni Vanucci, LEF, 1979 Firenze.

[8] Il Simbolismo della Croce, René Guenon , pag. 33 .Rusconi Editore 1975

[9] La saggezza dei Sufi, Rumi e gli altri Mistici dell’Islam, a cura di Gabriele Mandel Rusconi 1999, pag.96

[10] Giov.10, …7

[11] Giov.14,12-14

[12] Matt.16,…14

[13] L’uomo nuovo di G. Vannucci,  Risveglio della coscienza.

[14] Salmo 51,8   Fammi udire gioia ed allegrezza; fa’ che le ossa che tu hai tritate festeggino.

[15] L’uomo nuovo di G. Vannucci,  Risveglio della coscienza, Cens 1984 pg.39
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