La Ballata di Andrea

Primo capitolo de ” La Ballata di Andrea”.

 

  1. MOVIMENTO PER UN RITMO NUOVO: ACCORDO IN DO MINORE. Omaggio alla contestazione degli anni’60.

 

La ricerca di se stesso in un mondo, che sembra dissolversi, a causa di cambiamenti  talmente veloci e di difficile decifrazione – per il mancato rispetto dei Principi  vitali – è condizione indispensabile  se il fine è quello  di essere Uomini veri, che vivono la loro libertà, senza farsi vivere dalla ignoranza… Si, ricercare quei  principi  che mostrano come l’uomo sia un essere intellettuale e non una riduttiva belva.

Uno sguardo acuto, che vuole penetrare nel cuore delle cose, cercando il proprio posto nell’inaccessibile, porta che rende possibile l’unione vitale con l’Esistenza che vibra armonicamente in ogni essere.

Sguardo fiero, talvolta bramoso. Anelito vibrante; la pace può essere raggiunta solo con il conseguimento dello scopo. Incocca il dardo, prendi la mira : concentrati riunendo in uno  i tuoi poteri, trattieni il respiro e poi scocca il dardo della tua intelligenza, sapendo, che in un solo istante si consumeranno i risultati della tua lunga, accurata preparazione: ciò è inevitabile, ma ricorda che dove si fermerà la freccia del tuo ragionamento, in quello stesso  punto ti fermerai anche tu.

Il movimento è garanzia di vita, se però  prima sai chi sei e dov’è che stai andando. Lo sapevi che devi andare? E che nessuno può andare al tuo posto?

Naso aquilino, fronte spaziosa, mento sfuggente, riccioli corvini.

Il fuoco è letto negli occhi penetranti. Le acque sono fatte per essere bevute, ma le più fresche sono le montane, le più impervie, le più nascoste, quelle che ti possono costare la vita per trovarle: tutto quello, che possiedi o che credi di possedere.

Pensa, non più dei stranieri adesso. Non più assurde, fumose credenze, trasmesse dal perbenismo dei tuoi educatori! Ascolta bene! Fin da come nasci, il potere costituito cerca di penetrare nell’istituto della famiglia, nel mondo dei giochi, nella  scuola, nelle relazioni di amicizia, nei rapporti di lavoro, nella chiesa,  nei rapporti con la tua ragazza, nel tuo tempo libero, per poterti inculcare dei valori: che sono sempre e solo i loro valori. Teoricamente alcune delle loro idee possono essere desiderabili: amore per gli altri (solidarietà), rispetto per i  deboli (umiltà) e simili … ma in pratica questi divini principi sono solo una maschera per celare i loro egoismi ed aggressioni fraudolente, poiché poi intervengono le loro vere leggi, che alterano tutto, sancendo il diritto del più “forte” , del più “simpatico”, del più “civile”. Quando un uomo, in modo sfrontato, impone la propria arroganza a chi non si può difendere, di solito il sangue scorre a fiumi: ecco, allora,   non mi importa quello che dici, ma mi importa quello che fai. Le tue idee possono essere belle, ma se non le vivi, forse vuol dire o  che non sei sincero, o che forse non valgono molto. I tuoi dei allora non potranno mai essere i miei .

Vivi ciò che dici di essere, vedrai che allora, già ci intenderemo meglio. Ascolta e guarda, voglio mostrarti una via, ma prima voglio metterti in guardia: vivere è molto facile, semplice, ma poiché la maggior parte della gente desidera cose oltremodo non chiare , si finisce con l’andare dietro a cose innaturali: da qui scaturisce l’infelicità.

Dio è naturale. L’uomo senza Dio non è naturale. Tu puoi fare ciò che vuoi. Puoi scegliere, anzi devi scegliere, poiché nessuno può scegliere per te: sto parlando della maestà di Scelta, che è irrinunciabile: ciò vale anche se tu fossi lo schiavo più schiavo.

Io ero uno schiavo. Ero prigioniero di me stesso ,oltre che delle opinioni degli  altri.

“Cercavo di capire, e allora per me non c’era nulla di più facile, che seguire gli altri: tutti avevano qualche cosa da dirmi, ed io, credulone, li ascoltavo: però, poi, mi trovavo sempre    solo – si diceva Andrea. Forse c’è qualche cosa che non va in me. Dov’è il mio sbaglio?”

Chiedeva a tutti: giovani o vecchi, maschi o femmine, ricchi o poveri, ma la risposta nessuno sapeva dargliela.

Vedi, il daino annusa timidamente l’aria, guarda a destra e a sinistra poi naturalmente  trova  i pascoli più abbondanti.

Ma adesso è molto più cauto, nel manto porta ancora le unghiate del rapace, che si acquatta, insidioso, presso i freschi ruscelli, aspettando perversamente le proprie vittime ignare.

Ha visto molti Compagni cadere sotto i morsi del sistema, che ti lusinga con le mille belle cose (consumismi, diritti, divertimenti, previdenze sociali), si… li ha visti, sventrati, morire dissanguati a poco a poco, mentre i molti, la gente sempre per bene, assisteva indifferenti alla loro agonia; e il sistema ghignava, ghignava perché ingrassava con la disperazione degli altri. Molti animali, sconvolti da tanta bestialità, sono impazziti fuggendo e nella loro fuga cieca sono morti, stritolati da altri nemici rivelatisi poi come i più   implacabili (violenza comune e politica, scapigliatura hippy, alcoolismo, droga disperata e stronca coscienze) .

Questo Andrea   pensava.

Ora però il daino annusa l’aria e sente la presenza del nemico: non si lascia più intrappolare tanto facilmente, perché in lui vi sono meccanismi di difesa molto più forti del veleno dell’avversario.

Adesso il daino può muoversi tanto di giorno, che di notte: il sistema con il suo spirito diabolico invece può muoversi solo di notte! Il daino è sveglio! Il fuoco interiore è in movimento. Il capitale – che ingrassa solo per ingrassare – è  un cieco   strumento, che distrugge chi lo usa, proprio come la violenza torna sul capo di chi fa violenza: tutte quelle forze, che si sostituiranno allo strapotere statunitense – che sembrerebbe vivo ma che invece non lo è più, essendo privo di quel ricambio   intellettuale che solo le nuove generazioni possono avere – faranno la stessa fine, SE saranno animati dagli stessi assurdi  desideri di conquista violenta, che sa solo afferrare, senza dare niente in cambio. La vita non si impone, non ha bisogno di imporsi, la vita è , spontaneamente.

Il Saggio sussurrò nelle orecchie di Andrea: “gli umili erediteranno la terra”.

Le aquile scompaiono, i passeri si accrescono. I potenti sono irreali nella loro falsa potenza, perché possiedono solo cose, ma le cose non soddisfano lo spirito: l’uomo è uno spirito, per questo è eterno, le cose invece no, esse sono  transitorie, e come tali vanno – in piena umiltà e rispetto – usate.

Il capitalismo possiede tutte le cose materiali che  i Paesi poveri ritengono necessarie per lo sviluppo totale dell’essere umano, eppure quei pochi capitalisti, che possiedono tutto ciò, che  i poveri credono essere desiderabile, non sono affatto felici, anzi ogni notte tremano, perché temono il sopraggiungere di un nemico più forte di loro che gli porti via quelle “cose”. Dov’è ora la grandezza dell’Egitto, della Persia , della Grecia, di Roma, della Francia, dell’Inghilterra, degli Stati Uniti? Nemmeno nel vento: il vento – con  sua effettiva partecipazione alla Vita – è molto più reale dei quattro sassi insanguinati, da loro edificati: i credenti del Bhutan affidano le loro preghiere a stendardi colorati, che il Vento legge per portarle ai piedi del sacro Trono.La scienza occidentale nelle sue implicazioni ultime – in quanto   baluardo del capitalismo – è disumana perché non è in funzione dell’uomo; l’uomo è braccato dall’uomo e anche la Natura (che non è una trovata ‘ecologicamente’ pubblicitaria e pedagogica, ma nostra Madre) agonizza per l’orrido stupro prodotto dall’inquinamento, attendendo assieme all’umanità intera, di essere liberata.

 

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