Sii  grato per tutto; il Maestro non ti ha lasciato mai. È sempre presente, anche quando tu credi di trovarti  al  bivio, al trivio oppure al quadrivio del dubbio. Cerca di essere sveglio e procederai diritto lungo la tua strada, guardandola nella sua meravigliosa Unità, senza vedere i bivi della deviazione, che sono il prodotto  della confusione mentale, derivata  dalla accettazione illogica della  illusione della separazione.

 

Fai uso di compassione, umiltà, accettazione, comprensione, perdono, apprezzamento, ardimento! Queste virtù del cuore trovano senso solo nella Sorgente che dà loro la Vita intellettiva: Amore![1]

  1. Prendi coscienza della presenza del problema, rappresentato dall’azione del lato oscuro; ricorda che se la corda non oscillasse, l’altalena della vita rimarrebbe immobile e tu saresti fermo sempre allo stesso punto.
  2. Se sei tu il responsabile della cosa, qualunque essa sia, occorre che tu accetti la tua implicazione nell’azione.
  3. Se tu, però, hai creato quella situazione, allo stesso modo puoi cambiarla.
  4. Qualunque cosa sia avvenuta, sii consapevole di ciò che essa implica; sii grato per l’accaduto e ringrazia sempre, per ogni cosa sulla quale non poni più il tuo giudizio.
  5. Il punto 4. è un altro modo per intendere la frase del Maestro Gesù: non sappia la tua destra quel che fa la tua sinistra, poiché tutto è puro per chi è puro( Tito 1,15).
  6. Gesù è chiamato anche Porta del Regno[2], nel quale entrano le pecore.
  7. Gesù è la corda che riconduce al cuore[3]. Il diametro è una corda particolare. Io in Voi, voi in Me[4]
  8. Circonferenza, punto di ogni raggio e centro: un altro modo per intendere la Trinità?  E il centro è da nessuna parte, ma al contempo è ovunque; come il Figlio Prodigo che è sempre nel Padre.
  9. Cambiamento evolutivo: guarda sempre dentro di Te e dai un nome ad ogni cosa che provi.
  10. Di cosa hai bisogno?
  11. Sii sicuro e poni attenzione ai pensieri che vorresti generare: essi sono come vestiti da indossare. Abbi cura dei tuoi abiti e procura di avere la divisa inamidata e ben stirata. Se per caso la camicia si dovesse  sgualcire, procura di moderare l’emozione impetuosa, stirandola immediatamente.
  12. Respira nella quiete dell’anima; poi poniti, consapevolmente, di fronte a questa argomentazione : l’intenzione, da sola, non basta, se non c’è la conoscenza dell’esperienza rettamente compresa.
  13. La mente è capace di organizzare, ma ha bisogno della visione per eseguire correttamente.
  14. La visione nasce dal cuore, come energia creativa.
  15. Occorre divenire gente di cuore, come il Pellicano coi suoi piccoli. Il Pio Pellicano fa rivivere i figlioletti morti per il morso velenoso del serpente antico di giorni.  Leonardo da Vinci e il suo insegnamento.
  16. Da Vinci, Leonardo-  I Pensieri Allegorie  XXXVII. ‒ PELLICANO “Questo porta grande amore a’ sua nati, e, trovando quelli nel nido morti dal serpente, si punge a riscontro al core, e, col suo piovente sangue bagnandoli, li torna in vita”. 
  17. La mente è stata avvelenata dalla aggressione del serpente, ma il veleno non può uccidere la mente; anzi nello stesso veleno, tramite la sacralità della dose, v’è l’antidoto per ogni male. Venite a Me voi tutti.[5]
  18. Il Serpente è solo avvinghiato attorno al cuore; nulla può quando avverte il suono del magico flauto di canna dell’Incantatore, e, mollata la presa, l’Avversario subito ritorna dall’ostilità all’amicizia: IbnArabi,l’alchimia della felicità.
  19. Tu ascolta il gemito accorato del flauto di canna: è l’anima che si lamenta per la separazione dal canneto [6]
  20. Quel brivido, che fa ricordare  l’antica unione, plasma la tua struttura energetica; e Tu, dopo aver ascoltato l’armonia divina, torna consapevolmente alla vita, superando il morso antico .
  21. ” L’Uomo è uno spirito, ha un’anima… E quello , quello voglio ricatturare…la mia anima”.  Da ” Fratello Sole, aprile 1973,  Lettera di Mosè David Berg, Pastore de I Bambini di Dio“.
  22. Re-surgere, ri-alzare, ma si alza di nuovo solo chi è disteso o chi è caduto.
    E se ci fosse allora chi scende apposta per rialzarsi?
    “L’alma alla sua stella riede” (Par. IV, 52)  dice Padre Dante, terziario francescano, indicandoDivinità nella creatura umana con questo il lignaggio della fratellanza, in cui l’Alighieri dimorava, oltre al suo essere Fedele d’Amore.
    Sempre Dante, parlando a quella Chiesa, svincolata dai vertici corrotti  e  ancora  capace di ascolto, del Transito di Francesco, dice con la sua consueta autorità: ” E del suo grembo l’anima preclara,
    mover si volle, tornando al suo regno”( Par.XI, 115-116).  Una libera scelta del come, dove e quando
    tornare alla Casa paterna.

 

 

Note:

[1] Insegnamento Wingmaker: “ Vivere dal Cuore”.

[2] “ Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. [8]Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. [9]Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. [10]Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza (Gv 10,7-10).

[3] Latino: cor-cordis.

[4] Giov. 14,15-21  «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

[5]Matt. 11,25-30 25 In quel tempo Gesù prese a dire: «Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli. 26 Sì, Padre, perché così ti è piaciuto. 27 Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno conosce il Figlio, se non il Padre; e nessuno conosce il Padre, se non il Figlio, e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo. 28 Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. 29 Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; 30 poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero».

[6] Jalal Al Din, detto Rumi, l’Anatolico.

Ulteriori precisazioni

Da:  ‘ La rosa che fiorisce ad est’, di Franco Napoletano Bastogi Libri 2019, pag 257-60: ” Entrare nella Dachau  della tua interiorità è necessità : lì devi trovare la tua croce (dimensionale), forgiata nel Corpo e nel Sangue di Cristo, lo Sposo degli umili, lo Sposo di chi ancora è barbaramente crocifisso dall’ignoranza satanica. Entra in questa dimensione, vivificata dall’Amore di Gesù (che ti svela il piano evolutivo dell’Umanità).  E’ solo l’Amore di Gesù l’acqua sorgiva a cui tende, con tutta se stessa, la cerva . Sposa la necessità d’amore degli umili e di coloro che soffrono. Ama i peccatori, ma non il loro peccato; abbi pietà per chi non ha pietà degli altri e che a sua  volta non riceve pietà da nessuno. Ma guardati bene intorno: chi tra noi non è a sua volta un caso  senza speranza ? Se il Signore guardasse altrove, anche l’ultimo residuo della roccaforte sarebbe sbalzato di sella dalla protervia dell’avversario: ricorda il Quo vadis, domine? di H.Sienkiewicz, che fa dire a Cristo nei confronti di Pietro :”Poiché tu lasci il mio popolo, vado a Roma per essere crocefisso un’altra volta.”[1]

Ama i peccatori, ma non il loro peccato; ama le loro anime accecate dall’ Avversario e dalle energie aliene. Prega per essere nello Spirito santo, poiché solo il Signore può rigenerare l’ anima affranta del peccatore, che si converte. Ama le loro anime accecate dalle menzogne dell’ Avversario: fare questo è per te “tenere la tua anima agli inferi, senza disperare[2]”.

Non temere le fucine di Satana! Perché?  Perché sono fatte per essere scardinate. Medita Inferno IX,  79- 106 di Dante Alighieri; guarda a Gesù e alla verghetta, che, con semplicità sconcertante, Uno, non meglio identificato, però proveniente dal Cielo, attraversa lo Stige senza bagnarsi, scardina la porta di Dite con la verghetta, non dice niente né a Virgilio né a Dante, azzittisce tutti demoni che nulla possono e ritorna, INDISTURBATO da niente, da dove era venuto. Dopo di che Dante e Virgilio possono entrare nella città infernale liberamente, senza essere molestati dai demoni schiumosi di rabbia, e riprendono, con rinnovata fiducia, il loro viaggio liberatorio verso la Luce……

La Parola e non le parole; per cui non farai mai dei sistemi chiusi, destinati a chiudersi in se stessi, ma lascerai sempre spazio aperto alle tue griglie mentali, per accogliere le nuove informazioni, sulle quali cammina l’evoluzione della Vita. Lascia spazio alla Parola, che sola dà senso alle parole che non capisci: ricorda che solo Dio sa quello che fa.La costituzione anatomica dell’uomo è stata sbilanciata dal Satana, però” se su lui lanciamo l’elisir della provvidenza con bilancia secondo misura, subito ritorna sinceramente dall’ostilità all’amicizia, per giudizio e decreto divino[3] Satana, non riconoscendo il privilegio accordato da Dio ad Adamo, nello sviluppo della creazione, ha ingaggiato contro l’uomo una lotta furibonda. Adamo, che esprime l’olio della Natura evolutiva, è stato aggredito da una forza a cui lui, pur potendo resistere, non è riuscito a fare argine; il progenitore, sbilanciato dal seduttore, è caduto; il peccato – a causa  della sua caduta – ha esteso il suo gelido manto anche sulla creazione, che “ con brama intensa aspetta la manifestazione dei Figli di Dio”(Rom.8, 19) i Quali la liberino dalla corruzione della morte.L’Umanità  non può, nel suo complesso, operare coscientemente, perché il centro intelligente del suo Essere si trova scollegato, e quindi,  in qualche modo, separato dall’anima e dal corpo. Il corpo agisce senza capire, l’anima appetisce senza intelligenza, il Padre – lo spirito dell’uomo – è rimasto solo.Come il minore è tornato in sé, anche il maggiore deve fare lo stesso: ma questo non basta, occorre la cura terapeutica del Padre, che farà comprendere ai figli, che il Creatore non va amato per i vitelli, che possono essere venduti per correre dietro alle prostitute, né tanto meno amato per incrementare le stalle di bestiame, sperando che un giorno divengano finalmente nostre.Il Padre va amato per se stesso, perché è la Fonte unica  della vita, che nelle galassie è ordinata alla gioia.Se, nella sua Libertà, il Padre ha deciso di respirare gioiosamente anche in me, devo forse rifiutarlo?  Bene, fino a poco fa, l’ho fatto : Gesù me lo ha fatto capire. Ogni uomo è, e manifestamente, davanti agli occhi di Dio.

Ognuno è libero di scegliere o i vitelli o il Padre; Gesù però è il vero vitello che il Padre ha preparato per la Festa, e lo ha mandato per farci comprendere che ciascuno di noi vale di più dei vitelli, perché destinatari di una ricchezza inesauribile: l’Amore che il Padre ha per noi perché Figli suoi.

Rifare ordine nella mia vita per riportare il corpo in funzione dell’anima e viceversa, affinché l’intelletto possa riscaldarsi al sole di Dio, illuminandosi e tutto illuminando di intellettualità d’amore.

L’Uomo è immagine del suo Creatore e Padre. Occorre farsi incendiare dal fuoco di Gesù, dove la Croce è il roveto ardente, nel quale si svela la potenza di Dio;  chi può arrivarvi, deve necessariamente togliersi i calzari per ingaggiare l’Ultima Battaglia.

Grazie Gesù, perché scegli la via migliore per giungere al cuore di ciascuno, proprio come fa l’acqua che scende dal punto più alto per scendere fino al punto più basso.

Verrà un giorno, nel quale l’uomo si sederà accanto al fratello, che non conosce, per adorare assieme, nonostante le differenze costruite dagli uomini, l’unico Dio, Padre di tutti.

“Anche se l’errore e il peccato sono la causa del rimorso, io conferisco all’anima il nome della rosa purpurea che cresce tra le spine acuminate. Le assegno il nome di scintilla di luce che, scaturendo da una dura selce, s’innalza fino al Sole con il quale è intimamente imparentata.”[4]

Che la Luce del Testimone resti sempre accesa.

NOTE:

[1] Quo Vadis,Bonpiani,I grandi tascabili,febbraio 1985,pag.494

[2] Staretz Silvano dell’Athos

[3] L’Alchimia della Felicità,Ibn ‘Arabi,Edizioni di red Como, 1996 pag.19

[4] ” Lo spaccio della bestia trionfante” , pag 53, Giordano Bruno,  www.liberliber.it

 

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