Uno col Khidr del tuo Essere. 5 Quando un cercatore ne incontra un altro

Quando un cercatore ne  incontra un altro, acceso il fuoco, si mette in tavola condividendo quello che si ha, poco o molto che sia.

 Lo sguardo, tra i due, è breve ma intenso; si trattiene per un attimo il respiro;e se  la testa annuisce,  in segno di reciproca approvazione, si imbandisce la mensa interiore e si porta in tavola il meglio di quello  che si ha, poco o molto che sia.

L’importante è che la cerimonia, il rituale si svolga con ordine, decoro … ancora una volta in umiltà. Quella stessa umiltà che Francesco chiamava con commozione “sorella povertà”, la quale ben presto fu bandita dall’alto clero, perché contraria alla protervia di chi non condivide i beni, ma tutto vuole per se, e finge di dare e  se distribuisce , è per prendere ancora di più.

Anche un cercatore solitario, ogni tanto trova qualche cosa, e Diogene in silenzio sorride davanti ad Alessandro, che preferisce di non capire, pur comprendendo, in qualche modo che il suo interlocutore, ha ragione. ” Se dovessi rinascere- dice il grande Imperatore- vorrei essere come Diogene!”  – al che Diogene risponde ad Alessandro :” Cosa  aspetti? Perché non lo fai adesso?”  Si dice che Alessandro, si  sia allontanato mestamente, senza proferire parola.

 La verità diviene tale, solo dopo che è stata sperimentata, assaggiata, mangiata e poi digerita. E’ così che si conosce e si è conosciuti dalla vita che è in noi e accanto a noi. Non c’è altra via per diventare carne della stessa carne, se non tramite l’unione. Restando alla terminologia cristiana, per avere comunione, con tutte le creature, occorre spezzare se stessi simbolicamente, come cibo e bevanda, e offrirsi  in umiltà a tutte le creature.

Percepire l’unità, che c’è già.

Date voi stessi da mangiare a loro, come cibo benedetto dal Padre. Dottrina per Cannibali? Forse.

Ma Gesù disse loro: «Non hanno bisogno di andarsene; date loro voi da mangiare!»[1]Ma loro continuavano a non capire e volevano cercare altrove, quello che dovevano cercare dentro di loro; si erano già scordati di : ” chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna».[2]

“ Tu in loro, loro in te, proprio come dice un Amico:” Ego vobis, vos Mihi”.

Altri credi esprimono lo stesso concetto con altri segni.

Se l’uomo può parlare con l’angelo, è perché l’Essere, che si manifesta nello stato evolutivo umano, ha in sé anche la virtuosa essenza della angelicità e “l’alma alla sua stella riede” dice il divino Dante, non a caso terziario francescano.

E sia Dante che Francesco sono stati entrambi amici di San Michele Arcangelo, il quale, in silenzio di Giustizia divina, regge le armonie dei mondi.

Che dire, in questa luce , del Khidr/Elia?

Non si tratta di appartenere a  scuole esoteriche o misteriche, ammesso che esistano ancora movimenti, che dicendosi collegati a fonti tradizionali, siano in condizione di trasmettere insegnamenti puri e non contaminati. Il primo cristianesimo era molto diverso dal movimento che conosciamo adesso; come il francescanesimo delle origini è stato un movimento di ben altra portata, ancora oggi vitale …ma non nel senso della chiesa ufficiale.

Ricorda ancora tutti i soprusi che Padre Pio da Pietrelcina ha dovuto sopportare. E che dire di Padre Giovanni Vannucci O.S.M. , costretto  a recitare il Credo, inginocchiato davanti a chi lo inquisiva per sospetto di eresia nei confronti dei vertici della Chiesa santa e cattolica? Leggiti l’introduzione di  Padre Maria Davide Turoldo a ” Libertà dello Spirito” di Padre Giovanni Vannucci OSM.

 L’opera di Elia da Assisi, Maestro Sufi, è in azione anche in questo momento: la Basilica d’Assisi, perfettamente orientata, è ancora una  ricetrasmittente energetica.

Da solitario ho letto con vivo interesse le opere di Renato Guenon, e per me fu “un Regno è nato”.

Non ho mai avuto legami consapevoli con  “guenoniani”, e  non ho mai sentito il desiderio di contattarli.

Ho incontrato tempo fa, nel 2002 un Maestro di Verità, che non mi ha legato a sé, anzi ha fatto in modo che tornassi da solo, in strada. E in strada sono tutt’ora, senza bandiera, né naqshbandi né ronin, perché  al di fuori di dogmi ufficiali.

Credo che sia importante vigilare nei confronti dell’appiattimento attuale e dello insegnamento anti-tradizionale, proclamato da molti pulpiti di benpensanti.

C’è chi ha inquinato acque sorgive e vorrebbe continuare a farlo: stanno sorgendo scuole pseudo iniziatiche animate da questi intenti oscuri.  Ma chi sa ascoltare, può sempre avvertire il fruscio di ali e vedere l’ala dell’angelo fermarsi presso la polla d’acqua sorgiva,dove tutti gli animali della foresta, a diversi orari, compresi ispidi cinghiali oltre che a timide cerbiatte, vanno ad abbeverarsi direttamente alla fonte, senza intermediari né strane brocche!

Certo, sto parlando della sorgiva interiore, quella di cui parla Gesù alla Samaritana: ancora una Donna, dunque, riceve cuore a cuore, l’insegnamento d’amore divino.

La Femminilità della Maddalena è via per la pietra scartata dai falsi costruttori.

Puoi sorridere di me, se vuoi, ma anche io, forse come te che leggi , so ancora piangere per amore: tale è la  via dell’amore.

Ho ascoltato con viva attenzione  le dichiarazioni di  Paolo Barnard e David Icke.

Hanno fatto  analisi sorprendenti, coi nomi e cognomi e situazioni; solo chi è stato coinvolto in quella situazione, in qualche modo, da addetto ai lavori oppure da critico di quell’ ambiente, poteva conoscere quei nomi” inosservati”.

Sono convinto che sia esatto quello che dice; però non mi sono sentito offeso dalla grande beffa di cui parla. La forte bruciatura l’avevo conosciuta nel 2002, quando venni a conoscenza dell’opera di Davide Icke: mi era difficile accettare una congiura aliena/umanoide, che tratta l’Umanità come polli di pessimo allevamento. Però ha saputo indicare la via per uscirne fuori.

Dal 2002 sviluppo anticorpi a questo virus, perché un vero virus è stato inoculato nella Razza umana. Tra poco ci saranno anche i microchip.

 Il corpo umano, illuminato da”alto”,  può produrre gli antidoti al male. Credo nello  sciamanesimo sufi francescano e nel nascere di nuovo in Cristo, vissuto e non parlato.

Il nemico si distrugge da solo con le sue mezze verità, lasciagli corda: o Giuda si ravvede o si impicca da solo.

Lasciagli corda a sufficienza e non NUTRIRLO con la tua emotività.

 Ignoralo e si sgonfierà da solo, perché i soldi, le banche, il potere esistono solo se tu, accentandoli, gli dai il consenso per dirigere la tua vita.

Francesco, pietra scartata da falsi costruttori, disse a sua padre, che non era più suo padre; gli  restituì  quello che apparteneva al padre: case, vestiti, carte di credito…falsi affetti e false credenze…e se ne andò NUDO, cioè  nato di nuovo, per creare nuove comunità di credenti.

Forse occorre uscire dal sistema ora e gestire nuclei fuori del sistema economico, tramite cooperative libere, rette da uomini liberi, innamorati della forza della vita e dediti al riconoscimento della bellezza, insita nella creatura umana.

I potenti si sbraneranno tra loro, pur di  non volere cambiare? Si resti a guardare, tutto benedicendo; come hanno  fatto i monaci tibetani coi cinesi negli anni millenovecentocinquanta e seguenti: la Vittoria trova da sola la Strada.

Ho udito una campana tibetana suonare tra nebbiosa oscurità, ma la tonalità chiara indica la strada  però suonerò musica cristiana, rivista col francescanesimo di adesso, cioè svincolato dalle pastoie vaticane, a chi non può vedere, ma che sa ancora udire.

E’ giunto il tempo atteso: la prova è in atto e l’aggressione  armata sta sfondando porte aperte.

Dentro di te c’è la risposta a tutto e ” se non la dai tu la risposta, nessuno può darla per te” dirà  Galadriel a Frodo!!

Nel film de “Il Signore degli Anelli”,  ispirato alla Trilogia dell’Anello di J.R.Tolkien, non si parla di Tom Bombadill, che può giocare con l’anello del potere senza dover sparire, affinché l’oscuro signore possa vederlo. 

Questo è possibile a Tom, che con destrezza si muove in una dimensione superiore.

C’è Chi è  al disopra del potere dell’anello e che lo può annullare in qualunque momento.

Ma questa è un’altra storia.

Se la notte è oscura e carica di sangue, l’alba di Resurrezione sarà ancora più luminosa e viva.

Riconosco con gratitudine il debito culturale che ho con il Dottor Prospero Calzolari. Nell’assaporare il lavoro del Dottore su Francesco ed Elia, entrambi di Assisi, mi  sono trovato senza parole, mentre gustavo la dolcezza del miele stillante da quelle affermazioni.

Ho sempre intuito un profondo legame fra l’opera di Federico II, Francesco d’Assisi e Dante, dove tutti e tre, percorrendo le stesse strade, da Traghettatori, hanno portato un grande contributo alla nascita del volgare italiano, garantendo il passaggio di contenuti intellettuali tradizionali, dall’agonizzante latino al nuovo mondo entrante col volgare.

Lo stesso Dante, da Fedele d’Amore, ha vissuto le cose che ha scritto; e non ha caso   ha voluto essere sepolto vicino al convento francescano di Ravenna: e questo vorrà pur dir qualche cosa.

Ma venendo a quello che più mi preme, mancava alla mia personale ricerca, l’anello di unione fra questi personaggi straordinari, visto che la storiografia ufficiale, nulla dice dei veri rapporti diretti fra Francesco, Elia e Federico II. Anzi questi rapporti vennero ridicolizzati, con gli stupidi aneddoti  fatti circolare da Bonaventura , facendo passare Federico solo per un  lussurioso e Francesco come un guerriero della graticola, sempre pronto a sfidare i nemici blasfemi, per dimostrare a tutti che il suo dio è il più forte.

Resto “francescano” come posso perché, che io lo voglia o no, sono sempre più attratto dal Cherubino che viene da Oriente: dove il rapporto fra Cherubino e l’Aprente del Libro  ( Bismalah della Luce)                      secondo un commento sufi, è molto forte.

 

Nulla sapevo di Elia da Assisi: architetto della basilica di Assisi, proveniente dall’esperienza di Castel del Monte; ma soprattutto nulla sapevo della benedizione di Francesco Sufi ad Elia Sufi, e della loro unione con Federico II, che per me resta il Signore della Palma.

Non sono un sufi, ma amo i Sufi, e ringrazio  Idries Shah* per la coraggiosa verità proclamata, con le sue opere e con la sua vita, in tempi di pericolosa transizione, dove  è facile perdersi; se non si hanno basi tradizionali, non si può decodificare.

 

Decodificare oggi.

Per chi si mette in cammino, due parole di chiarimento mi sembrano necessarie.

Non esiste il caso, inteso come necessità imprevedibile/improrogabile, ma ogni effetto sta nella sua causa. Da una ghianda esce fuori una quercia, non un ciliegio.

Il problema si pone quando non v’è chiarezza, sia nella vera causa sia nella vera conseguenza.

La confusione esce fuori quando si vuole interpretare un fatto senza conoscere la vera natura della causa, e magari si confonde il nocciolo del ciliegio con la ghianda della quercia.

Il problema si scioglie col percepire l’esattezza della verità oggettiva, senza confonderla con la maggiore o minore bontà dell’opinione soggettiva.

Non esiste un “a mali estremi, estremi rimedi” o “meglio un male minore ad un male maggiore” perché un errore che all’ inizio sembra piccolo alla fine può produrre un danno irreparabile, dirà Tommaso d’Aquino.

Una storiella recita: ” Un re, potente e forte, era sceso in battaglia alla guida del suo esercito. Un piccolo chiodo si tolse dal ferro dello zoccolo del cavallo; il ferro venne via e il cavallo inciampò, azzoppandosi; il re nella caduta perse la vita e il regno, mentre il suo popolo la libertà.

Tutto per un semplice chiodo, per una semplice disattenzione!

Se si è in un labirinto, per uscirne fuori occorre arte e disciplina: il maestro di verità rappresenta l’inizio.

Il suo compito non consiste nel legare a sé il discepolo addormentato, ma nel metterlo in condizione, da sveglio, di seguire il Maestro Interiore.

Occorre imparare a decifrare l’esatta natura delle cose, che ci corrono incontro.

Arwen dice ad Aragorn , divorato dallo sconforto del dubbio: ” La strada è chiara davanti ai tuoi piedi, devi solo seguirla!”

Fuori di metafora significa:” Devi raggiungere la Meta, devi arrivare alla tua destinazione. Puoi trovare la strada, solo se sai cosa è che cerchi o, più esattamente, cosa è che ti cerca.

Allora occorre ricordare:

1.I cartelli che indicano la via ci sono e più raffinata è la tua capacità di decodifica, tanto più saprai interpretarli. Che vuol dire decodificare? Riportare nella forma originaria le informazioni rese in codice: abbiamo a che fare con qualche cosa che, volutamente è andato perduto e che va ritrovato:la strada di casa, appunto.

Le parabole del figliol prodigo[3], in un senso e quella dei sufi dell’isola, di cui parla Idries Shah [4]in un altro senso, se comprese nel significato cosmico, potrebbero aiutare a illuminare, anche i sentieri più disperati e oscuri della vita quotidiana

  1. I cartelli, che indicano la via, li stai incontrando con la normale vita di ogni giorno; più sei sobrio, tanto più li riconosci subito e la decodifica è immediata.
  2. Decodificare è un’arte ed occorre il maestro di verità: non basta la tua forza personale se non v’è discernimento.
  3. Non darti scuse, finché non hai certezza della bontà del cammino.
  4. Non darti troppa importanza però, non sei tu che agisci, ma la via, anche se la Via sembra immobile.
  5. La via è davanti a te, devi solo seguire le indicazioni, che Lei ti dà. Reggi quando i venti sono impetuosi; siediti quando sei stanco; cerca di sorridere anche quando sembra impossibile; mangia con rispetto e fa l’amore con la vita con gratitudine, sii contento di quello che usi con rispetto, però non ti attaccare a niente.
  6. La Via chiede viaggiatori veloci e leggeri, pronti a partenze improvvise e che sappiano interpretare le tracce.

Se non decodifichi tu, nessuno può farlo al posto tuo e in ogni caso, sarà un’altra cosa.

Decodificare questi tempi è un’arte; occorre discernere la verità dall’errore per tornare, consapevolmente alla radice da cui si proviene.

Questo libro esprime il chiaro tentativo di passare dallo ” stare”  all’Essere, consapevolmente. La disanima, a volte feroce, dei tempi non è fatta per condannarli, ma per comprenderli dal di dentro, dando ad ogni creatura, anche alla più malvagia, un chiaro riconoscimento al personale diritto alla vita, comunque.

Il torturato non è meglio del torturatore; se si dissolve l’uno, si dissolve anche l’altro e si esce dal ciclo ripetitivo della rinascita continua. Questo è un altro modo per comprendere la vera storia tra Frate Francesco e il Lupo di Gubbio.

 

Ho visto uno che camminava sulle mie acque; poi si è seduto soddisfatto sulla terra del cuore, mentre tanti vociavano: “E’ adultera, la legge dice di ucciderla: tu, la ucciderai?”

Lui sereno, imperturbabile scriveva con ritmo lieve:”Padre…Madre…Figlio…Spirito Santo”.

Tutto era molto dolce e dal silenzio, dalla carne non più martoriata, è nato un bel bambino sorridente.

Poi ho sentito una vocetta allegra sussurrare:”Ma tu, non sai scrivere con ritmo?”.

“Si”, ho risposto.

“Allora fallo- mi ha detto- e sta forte e felice.”

E’ così che ho udito, dolcemente coinvolgente, la risatina di Alfredo.

 [1] Matt. 14,16

[2] Giov.  4, 14

[3] Lu.15:11-32.

[4] I Sufi, Edizioni Mediterranee, 2004 Roma.

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