Uno col Khidr del tuo Essere. 7 La guida educa il figliolo sbandato alla trasfigurazione del corpo di luce.

Da la Rosa che fiorisce ad Est       di Franco Napoletano , Bastogi Libri, 2019   CAPITOLO VI, pag 49 etc.

La Guida educa il figliolo sbandato alla trasfigurazione del Corpo di luce.

 

Entrare in te stesso, per ritrovare il tuo centro originario divino o Regno del Padre, é necessità.

Per la restaurazione della tua nobiltà iniziale, fai uso di tutte le tue forze. Sii vincitore sulla tua stessa natura, plasmandola con la luce.

Fai tuo il grido di battaglia dell’esicasta Padre Sofronio, discepolo dello Staretz Silvano:

A chi, partito da diverse patrie, ha abitato il monte dei santi padri, l’Athos, fuggendo ciò che è contro natura, salvando ciò che è secondo natura, e innalzandosi a ciò che è sopra natura ”.

M’inginocchio davanti a questa professione di fede, riconoscendovi una tensione alla quale aspiro con tutto me stesso, pur essendone per la mia pochezza, ben lontano; so che lì c’è la risposta divina al problema dell’alienazione ed espropriazione umana.

E’ nell’accettazione del dolore – come cura terapeutica usata dal Padre per migliorare i suoi bambini – che l’uomo ha la possibilità di trasfigurare se stesso, salendo lungo i gradini della scala angelica, invece di perdersi nelle vie della separazione e quindi della disperazione.

Assumendo il punto di vista di Dio, così come lo spiega il Risorto alla Maddalena, ha senso portare gli uni il peso degli altri, perché tutti fratelli.

Il dolore provato, per l’agonia in cui si dibatte questo mondo, diviene offerta divina nel sacro rito del ricordo, capace di abbracciare i santi di tutte le età: presenti, passate, future.

“e tutti costoro, pur avendo avuta buona testimonianza per la loro fede, non ottennero quello che era stato promesso, perché Iddio aveva in vista per noi qualche cosa di meglio, ond’essi non giungessero alla perfezione senza di noi. Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da sì gran nuvolo di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, corriamo con perseveranza l’arringo, che ci sta dinanzi, riguardando a Gesù, duce e perfetto esempio di fede, il quale per la gioia che gli era posta davanti sopportò la croce sprezzando il vituperio, e s’è posto a sedere alla destra del trono di Dio.”[1]

Se è vero che il Sole sorge da est, è necessità guardare verso Oriente.

Ogni religione, come ogni cuore d’uomo, è solo un punto di vista divino.

Tutti gli uomini sono l’espressione della Divinità: gli esseri possono sembrare giusti o ingiusti, buoni o cattivi.

Tu ama senza giudicare: ” Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figlioli del Padre vostro, che è nei cieli, poiché Egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.”[2]

Quando giudichi per la tua debolezza, pentiti, ritornando col cuore tenero del piccolo bambino, che crede ogni cosa, spera ogni cosa e sopporta per amore ogni cosa.

Allora fra le lacrime, potresti vedere fiorire un piccolo giglio di campo.

Su ogni uomo – che io lo voglia o no – risplende l’ineffabile luce del Padre, per il quale non v’è differenza di persone.

Se ogni religione è espressione di Dio, anche ogni uomo lo sarà. Ogni uomo ha in sé la parola divina che lo spiega, il personale nome dato dal Padre benedicente. Onore del Re è scoprirlo, conoscendolo.

Il fatto è che questo non vogliamo saperlo più, a causa del degrado generale nel quale ci troviamo.

Risalire alla vita”, dice Arthur Rimbaud, che morendo invoca Allah, il Compassionevole.

Andare oltre tutti i Nomi divini, che possono solo esprimere qualità, ma che da soli non sono.

Indicano ma non sono. Come i cartelli stradali, ti indicano la via per Roma, ma non sono Roma.

Ancora: imparare la misericordia e non il sacrificio.

Vivere è ricordare, come insegna la Sapienza. Ricordare per Essere.

Ritrovare la radice divina in noi, per divenire esperti nell’arte di accordare il proprio strumento, la capacità d’amore, con il diapason cosmico, facendo scorrere l’Energia, che dà un valore musicale a tutto quello che esiste.

Rispettando rigorosamente l’esecuzione dello spartito cosmico, si può concorrere col proprio valore musicale allo svolgimento della sinfonia universale, secondo i dettami del tema evolutivo, voluto dall’Essere Unico.

Poi, si potrà suonare a orecchio un’armonia lieta, già conosciuta precedentemente, prima che lo Spartito musicale fosse; prima della separazione del flauto di canna dal canneto.  Essere: non sembrare, essere!

 

[1] Ebrei 11, 39-40 e 12, 1-2.

[2] Matt.5, 44-45 e segg.

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